Incidenti e Pericoli Eolico e Fotovoltaico

[FORZA DELLA NATURA] Ecco Quello Che Succede ad Una Pala EOLICA Quando c’è TROPPO Vento! PAUROSO!

http://lacaprazoppa.it/forza-natura-succede-ad-pala-eolica-quando-ce-troppo-vento-pauroso/

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SCEMPIO DEL CIELO NOTTURNO SULLA SP.367

(la Scorrimento veloce Maglie-Lequile-Lecce)

FOTO DENUNCIA

Questo è lo scempio del cielo stellato che due impianti di recentissima installazione (poco più di due mesi) stanno creando sulla Strada Provinciale 367. (Ma non avevano detto basta alla installazione di nuovi impianti nelle Campagne Salentine?????!!!????)

La prima immagine si riferisce al mostruoso impianto fotovoltaico posto sulla destra dopo lo svincolo Soleto-Martano, coordinate: 18°11’01″E – 40°13’43″.  Nella piazzola di sosta dalla quale ho fatto le foto, mi fermavo spesso, al ritorno dal lavoro, a contemplare il cielo notturno, 5- 10 minuti di pausa, per rilassarmi dopo una giornata di lavoro ammirando un cielo che in quel punto era stupendamente nero.
Domanda: ma a che servono tutte quelle luci? chi ha autorizzato un simile scempio, si rendono conto del danno all’ambiente notturno che creano tutte quelle luci? sembra una città!!!

La seconda immagine ritrae l’inquinamento creato da una centrale nelle immediate vicinanze dell’abitato di Corigliano d’Otranto, anche qui mi domando a che servano tutte quelle luci accese per tutta la notte!!!

Mi rivolgo a tutti gli amici ambientalisti , amanti, come me, del cielo stellato e delle meraviglie cosmiche, affinchè si attivino e che facciano giungere questa denuncia agli organi di competenza, per spegnere quelle inutili luci che si aggiungono alla già drammatica situazione del cielo notturno salentino.

Fernando De Ronzo ha condiviso il suo stato.

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Quel che resta delle pale dell’aerogeneratore ubicato in contrada Frusci di Castelsaraceno(PZ)

Quel che resta delle pale dell'aerogeneratore ubicato in contrada Frusci di Castelsaraceno(PZ)
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Vola via una pala alla Serra dello Zanchetto (Camugnano BO)

Nessuna vittima e nessun danno (a parte la pala) questa volta, ma l’ennesima conferma che pale rotanti a una velocità di centinaia di chilometri all’ora rappresentano sempre e comunque un pericolo oggettivo per i residenti. rottura eolico zanchetto

Questa volta l’incidente ha riguardato un impianto di “mini” eolico. Un oggettino insignificante, rispetto agli aerogeneratori che vengono oggi proposti, di altezza complessiva fino a 185 metri.

Che cosa sarebbe successo se a cedere fosse invece stata una delle pale, lunghe 45 metri, che erano state previste per l’impianto industriale (recentemente respinto per il grande impegno del locale comitato) che l’Enel Green Power voleva costruire sullo stesso crinale a monte Fontanavidola?

Ricordiamo che la Regione Emilia-Romagna, nelle sue “linee-guida” sugli impianti eolici, non ha ritenuto opportuno, nonostante le sollecitazioni dei tanti comitati locali contro l’eolico industriale riunitisi nella Rete della Resistenza sui Crinali, di fissare delle distanze minime da abitazioni, luoghi di lavoro e strade pubbliche.

Una faciloneria invero indegna di una Amministrazione che, prima dell’avvento degli impianti industriali FER per la produzione dell’energia elettrica, si era sempre distinta per il rigore con cui applicava il principio della prevenzione.

E’ evidente che il lancio di parti meccaniche di aerogeneratori con pale rotanti a folle velocità senza protezione alcuna (la cosa più innaturale del mondo, anche in contesti industriali) sia insita nello strumento stesso e rappresenti non solo una minaccia ma una sua logica ed inevitabile conseguenza per puro effetto statistico.

Dovremo aspettare la prima vittima per rendercene ufficialmente conto e provvedere in modo adeguato?

http://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2013/12/26/vola-via-una-pala-alla-serra-dello-zanchetto-camugnano-bo/

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La rottura della pala al passo della Raticosa sulla statale della Futa

26 dicembre alle ore 15.35 tramite cellulare ·

  • Nooo direbbero le pale sono sicure…..vabbe che ha tirato a 120km il vento ma…..
    foto di Chalet Raticosa Eloise.
    foto di Chalet Raticosa Eloise.
    foto di Chalet Raticosa Eloise.
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Kyoto: incidente in un parco eolico. Si schianta una turbina

venerdì, marzo 15th, 2013

Turbine eoliche (getty images)

Dopo quanto successo due anni fa a Fukushima, il Giappone sta tentando di risollevarsi dalla crisi del nucleare ed ha dato il via a nuove modalità per la produzione di energia, puntando anche sull’energia pulita. A dimostrarlo sono le tante centrali eoliche sorte in alcune parti del territorio nipponico.

Proprio un incidente in un impianto eolico della provincia di Kyoto ha subito oggi un grave danno. Una delle tante turbine che costituiscono la struttura posta sulle alture collinari della seconda città del Giappone si è infatti inaspettatamente schiantata in due parti ed è crollata a terra.

Il congegno a pale eoliche era stato montato sul posto solamente nel 2001 e, considerato che questi pezzi dovrebbero durare 17 anni, si è rotto precocemente. I gestori della struttura eolica hanno chiesto spiegazioni all’azienda produttrice, una ditta olandese, ma hanno anche incaricato alcuni esperti locali in modo che questi riescano a stabilire li cause del cedimento per fare in modo di evitare che la cosa accada nuovamente.

La turbina pesava complessivamente 38 tonnellate

http://www.direttanews.it/2013/03/15/kyoto-incidente-in-un-parco-eolico-si-schianta-una-turbina/

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Crolla pala eolica, muore operaio 21enne

La Procura di Sciacca ha sequestrato il cantiere

 Pala eolicaPala eolicaAGRIGENTO – Crolla la pala eolica sulla quale sta lavorando, muore 21enne.
Dopo la morte di un operaio edile a Palermo, seconda tragedia del lavoro in una sola giornata, in Sicilia.
Il giovane lavoratore è morto nel pomeriggio a Caltabellotta, in provincia di Agrigento. La vittima si chiamava Michele Petruccio ed era nato a Menfi. Per cause in corso di accertamento, l’uomo è precipitato da una pala eolica sulla quale stava effettuando dei lavori di manutenzione.
La tragedia si è verificata in località Ficuzza, dove da anni è operativo un parco eolico. Il magistrato della Procura di Sciacca ha sequestrato il cantiere e sta interrogando i colleghi di Petruccio, per accertare la dinamica dell’incidente che gli è costato la vita. Redazione online28 febbraio 2013 (modifica il 01 marzo 2013)http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/cronaca/2013/28-febbraio-2013/crolla-pala-eolica-muore-operaio-21enne-2114262657342.shtml§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Guasto elettrico, torre eolica a fuoco: danni per migliaia di euro

(Pubblicato il 15/02/2013)

L’incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio di venerdì 15 febbraio: le fiamme hanno avvolto una pala eolica dell’impianto che si trova in contrada San Benedetto, tra San Martino in Pensilis e Ururi. I residenti della zona hanno notato la nube di fumo nero, ben visibile a centinaia di metri di distanza, e contattato i Vigili del Fuoco che hanno spento il rogo e avviato accertamenti per capire le cause, legate presumibilmente a un guasto elettrico. La pala è fuori uso. I danni sono ancora da quantificare, ma comunque ammontano a diverse migliaia di euro.

In alto e in home page le immagini dell’incendio (Foto di Antonio Frate)

San Martino in Pensilis. La densa colonna di fumo nero era ben visibile a centinaia di metri di distanza. Il rogo ha avvolto una pala eolica dell’impianto che si trova in contrada San Bendetto, nel territorio tra il centro bassomolisano e Ururi.

A notare lo strano incendio che si è sviluppato dalle 14 circa del pomeriggio di venerdì 15 febbraio sono stati gli abitanti dei due centri bassomolisani. Anche a notevole distanza è stata infatti vista la nube nera proprio in corrispondenza della turbina mossa dal vento.
I residenti delle zone circostanti hanno subito allertato i Vigili del Fuoco. Sul posto sono arrivate le squadre del 115 del distaccamento di Termoli e Santa Croce di Magliano.
E’ stato necessario disattivare tutto il parco eolico per consentire le operazioni di spegnimento. Presumibilmente, all’orgine del rogo, c’è stato un guasto elettrico, già alla base della torre, che ha poi provocato le fiamme.

La torre eolica è fuori uso, in quanto è rimasta danneggiata già alla base, a causa del guasto elettrico. Ancora da quantificare i danni, che ammontano a migliaia di euro.

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=12967

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Rogo in un impianto fotovoltaico

 08.02.2013 – PIANFEI

Impegnate due squadre dei vigili del fuoco

L. B.

Due squadre dei vigili del fuoco (i permanenti da Cuneo e Mondovì) sono intervenuti a domare un incendio scoppiato a un impianto fotovoltaico a Pianfei, fuori dal paese verso la frazione San Biagio di Mondovì. L’allarme è stato dato alle 13,35: in fiamme la cabina di trasformazione dell’impianto.

http://edizioni.lastampa.it/cuneo/articolo/lstp/33360/

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Ancona, operaio folgorato durante la manutenzione dei pannelli fotovoltaici

Scarica elettrica da 20 mila volt, è in gravissime condizioni con ustioni su tutto il corpo. I medici sperano di salvarlo.

Marche

Il Messaggero.it    Sabato 6 Ottobre 2012- agg.17:40

ANCONA – Incidente sul lavoro verso le 10 di oggi ad Ancona. In gravi condizioni un operaio che stava lavorando alla cabina di un impianto fotovoltaico. Il giovane è rimasto folgorato durante i lavori di manutenzione sui pannelli fotovoltaici. Il dipendente della ditta, 25 anni, è stato colpito da una scarica elettrica di 20 mila volts ed è in gravissime condizioni. L’incidente mentre si trovava nella centralina Enel dell’azienda agricola Del Carmine in zona Torrette.
L’operaio ha riportato ustioni sulla schiena e sul resto del corpo, ma potrebbe salvarsi. Ora è al Pronto soccorso del vicino ospedale di Torrette di Ancona. Con lui è rimasto ferito anche un altro operaio, le cui condizioni risultano meno gravi. Sul posto sono intervenuti il 118 e la croce gialla, polizia e vigili del fuoco

http://www.ilmessaggero.it/marche/lincidente/notizie/223595.shtml#

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Tromba d’aria a Galatina Devastato parco fotovoltaico

15 Agosto 2012
La Gazzetta del Mezzogiorno.it

GALATINA – Un’intero parco fotovoltaico distrutto, alberi divelti, danni ad una serra vicina e ad un cavo dell’alta tensione. Sono enormi i danni provocati ieri da una violenta tromba d’aria che si è abbattuta nella frazione di Santa Barbara. È accaduto alle 12,45: solo pochi minuti, ma sono bastati a compiere una devastazione. L’impiato di pannelli solari, di proprietà di un’azienda di Bressanone, la «Solaria», sito su un’estensione di circa due ettari e mezzo e della potenza di 800 megavatt è andato quasi totalmente distrutto. Sono stati infatti 480 i pannelli divelti dalla furia del vento, ma questi, nella loro traiettoria hanno finito col danneggiare anche quelli rimasti in piedi.

Di conseguenza, l’intero impianto è stato compromesso. Ma non solo. I pannelli impazziti hanno sfondato una serra di proprietà di un privato danneggiando le piantine coltivate all’interno. Hanno inoltre divelto alcuni giovani alberi di olivo, due pini ed un eucalipto. Questi ultimi, caduti sulla carreggiata della provinciale che collega Santa Barbara a Copertino, hanno ostruito una corsia provocando rallentamenti e disagi alla circolazione finchè i vigili urbani di Galatina (intervenuti insieme agli agenti del locale commissariato e all’istituto di vigilanza Fidelpol) non hanno rimosso gli ostacoli. Un altro pannello divelto, infine, ha reciso un cavo dell’alta tensione ed è stato necessario l’immediato intervento dei tecnici dell’Enel onde evitare un black out elettrico. Ma, a parte i danni che sono ingenti, i pannelli impazziti avrebbero potuto determinare una tragedia se sulla loro traiettoria si fossero trovate a transitare delle auto o delle persone. Da considerare inoltre che l’abitato di Santa Barbara dista solo duecento metri dal luogo del disastro e che fortunatamente non è stato interessato.

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Centralina a fuoco Campo fotovoltaico salvo per miracolo

14 agosto 2012

Pericolo scongiurato, domenica pomeriggio, in un campo fotovoltaico di via Gramsci a Ospedaletto Euganeo. I vigili del fuoco di Este sono dovuti intervenire per domare un principio d’incendio nato in una centralina di un impianto fotovoltaico, di proprietà della famiglia Lucchiari. La centrale elettrica della struttura è andata probabilmente in corto circuito, rischiando di allargare fumo e fiamme anche ai pannelli fotovoltaici limitrofi. L’intervento dei pompieri ha scongiurato il peggio, estirpando l’incendio prima che potesse fare seri danni. (n.c.)

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/08/14/news/centralina-a-fuoco-campo-fotovoltaico-salvo-per-miracolo-1.5545522

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Acquapendente: brucia una centralina dell’impianto fotovoltaico (foto e video)

27 GIUGNO 2012

La centralina andata a fuocoIn fiamme questa mattina una centralina di un’impianto fotovoltaico nel comune di Acquapendente (VT) nei pressi Strada Valle Maggiore. A dare l’allarme una famiglia – la cui abitazione si trova al confine con i pannelli – evitando che l’incendio si estendesse ulteriormente visto che in quel momento la zona sarebbe stata priva di sorveglianza. Sul posto sono accorsi carabinieri e vigili del fuoco. L’impianto, quasi due ettari di terreno per circa 1500 pannelli girevoli con una potenza di 338 kw, è stato realizzato tra il 2010 e il 2011. Inoltre il pericolo di incendi sarebbe già stato segnalato in passato dalla stessa famiglia che oggi ha dato l’allarme. (Dan.Ca.)

Incendio centralina impianto fotovoltaico (video)

http://www.youtube.com/watch?v=CI3EZRf-RM4

L’impianto fotovoltaico in località Strada Valle Maggiore (Acquapendente, VT)

 URL breve: http://www.ilcontestoquotidiano.it/?p=20710

 http://www.ilcontestoquotidiano.it/?p=20710

ReSeT – Rete di Salvaguardia del Territorio

Al fuoco la centralina di un impianto fotovoltaico ad Acquapendente

Pubblicato il 28 giugno 2012 da Elena Hagi

A ridosso di una civile abitazione e di una struttura turistico ricettiva, la centralina di un impianto fotovoltaico va a fuoco. La famiglia che da anni vive questa convivenza forzata, ed imposta tra mille anomalie amministrative, con estremo allarme, visti i precendi casi di incidenti, uno su tutti il famigerato incendio di Burnstad generato da una centralina elettrica e poi estesosi a tutto l’impianto pv, ha dovuto chiamare i pompieri e vigilare sull’andamento dei soccorsi. Pare che perfino la guardiania fosse assente dal presidio dell’impianto, tutto in stato d’abbandono quindi. Ci si chiede intanto quale tipo di disastro ecologico sia stato sventato dal pronto intervento della famiglia, infatti molti impianti pv sono costituiti da diodi altamente tossico-nocivi e ci chiediamo se sia anche questo il caso.

Di seguito un manuale antincendio con casi similari CLICCA QUI!

Ecco alcuni componenti dei diodi tossici che attraverso la combustione si liberano nell’ambiente circostante e vanno ad inquinare aria-acqua-suolo_

tellurio di cadmio:
I componenti di cadmio possono causare delle gravi conseguenze ai reni. Il cadmio viene assorbito tramite respirazione, anche se tuttavia viene assunto pure con il cibo. A causa del lungo periodo di dimezzamento nel corpo, il cadmio si può accumulare agevolmente in quantità tali da causare dei sintomi di avvelenamento. Il cadmio mostra un pericolo di effetti cumulativi nell’ambiente, dovuto alla propria tossicità acuta e cronica. L’esposizione acuta ai fumi di cadmio provoca sintomi simili all’influenza di debolezza, febbre, mal di testa, freddo, sudore e dolore muscolare. I rischi primari dell’esposizione a lungo termine che riguardano la salute sono il cancro ai polmoni e danni ai reni.
Si crede che il cadmio possa provocare enfisemi polmonari e malattie delle ossa (osteomalacia e osteoporosi). Per maggiori informazioni visitare il sito web all’indirizzo:
http://www.intox.org/databank/documents/chemical/cadmio/ehc135.htm

esafluoruro di zolfo:

Un pericoloso gas serra.

seleniuro:

Un seleniuro è un composto chimico di selenio, il quale serve come anione con ossidazione 2 (Se2), si libera nell’ambiente in forma di nanoparticelle.

Fonte e video ilcontestoquotidiano.it

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Fiamme a Brindisi nel campo fotovoltaico

MINOLTA DIGITAL CAMERA

24 giugno 2012              Cronaca

BRINDISI – Impianto fotovoltaico invaso dalle fiamme . Questa notte a Brindisi tra i numerosi roghi sui quali  i vigili del fuoco del Comando Provinciale sono intervenuti il più grosso è stato quello sviluppatosi intorno all’una e trenta sul campo di silicio a ridosso di contrada Gonnella , estrema periferia di Brindisi . Il fuoco ha invaso gran parte dei pannelli dell’impianto Geo82 di proprietà della GSS Capital. Sul posto anche le pattuglie della polizia che hanno avviato subito le indagini per capire come si sia generato il rogo che non solo ha distrutto gran parte dell’impianto ma avrebbe causato anche danni all’ambiente visto la composizione dei pannelli . Nelle prossime ore i rilievi per capire cosa effettivamente sia stato immesso nell’atmosfera con la combustione . Intanto durante l’incendio il pericolo maggiore è stato la dispersione di corrente . Da qui l’intervento repentino anche dei tecnici che hanno dovuto mettere in sicurezza l’intera zona interessata . Sulle cause delll’incendio , secondo i primi accertamenti le fiamme sarebbero state generate da alcune sterpaglie andate a fuoco forse per l’incurica di qualcuno ed alimentate poi dal forte vento .

http://www.trnews.it/fiamme-brindisi-nel-campo-fotovoltaico/

A fuoco un campo fotovoltaico

 di Paola Bari » 24 giugno 2012 alle 08:31

Pannelli fotovoltaici bruciati (repert.)

BRINDISI – Questa volta l’ennesimo incendio di sterpaglia ha rischiato di provocare seri danni all’ambiente e non solo: ad andare a fuoco intorno all’una e trenta di questa notte un impianto di pannelli fotovoltaici dislocati in contrada Conella sulla strada provinciale che collega Brindisi a Mesagne nei pressi del rione Sant’Elia.

I vigili del fuoco giunti in più squadre dal comando provinciale di Brindisi prima di intervenire con gli idranti hanno dovuto attendere l’arrivo di un tecnico specializzato che disattivasse l’impianto per scongiurare rischi di folgorazione, tipici di questo genere di intervento.

L’impianto interessato dal rogo è il “Geo82” della Gss Capital con sede in via Danimarca a Brindisi. Buona parte dei pannelli solari sono andati distrutti con grossi danni per l’ambiente. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, si è portata una squadra della sezione volanti della questura di Brindisi che ha coordinato il traffico sulla provinciale e pattugliato la zona fino a quando l’incendio non è stato completamente domato.

Vigili del fuoco in azione a Brindisi

Con tutta probabilità il rogo si è generato dalle sterpaglie secche presenti sotto i pannelli solari. In molti casi, infatti, le zone interessate dagli impianti fotovoltaici non vengono ripulite dall’erba secca presente a ridosso dei sistemi a energia solare e il rischio di incendio è sempre molto alto specie quando le temperature raggiungono livelli elevati.

Fortunatamente il rogo di questa notte è stato domato prima che l’intero impianto andasse completamente distrutto e che si sprigionassero nell’aria grosse quantità di sostanze tossiche emesse proprio dalla combustione dei materiali di cui sono composti i pannelli solari. Nella mattinata di oggi ulteriori sopralluoghi permetteranno di stabilire l’entità del danno.

http://www.brindisireport.it/cronaca/2012/06/24/a-fuoco-un-campo-fotovoltaico/

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Incidenti eolici

lunedì 11 giugno 2012
INCIDENTI EOLICI

Una pala eolica collassata non è un bel vedere, ricorda molto un uccello ucciso e caduto a terra. Se ne parla poco, ma anche le grandi pale eoliche possono subire gravi incidenti e diversi incidenti, più o meno gravi sono già avvenuti. E quando viene giù una torre eolica alta più di cento metri deve fare proprio un bel botto. Per quanto ne so al momento non sembra che questi incidenti abbiamo provocato vittime umane. Obbiettivamente incidenti di questo tipo, pur gravi,  non hanno  sull’ambiente e la salute umana, tutte le conseguenze, nel breve e lungo termine,  di incidenti che hanno coinvolto centrali nucleari, miniere di carbone  o pozzi petroliferi. Tuttavia, anche per le rinnovabili vale il criterio che è necessario dare priorità alla prevenzione. Ad esempio, la pala eolica dell’immagine che segue, ha preso fuoco durante una forte tempesta che ha colpito le coste scozzesi. Probabilmente il sistema automatico che, in caso di forte vento, mette in “bandiera” le pale e ne blocca la rotazione non ha funzionato e il motore si è surriscaldato. Il lancio di rottami incandescenti non deve aver fatto piacere ai vicini che certamente hanno chiamato i pompieri anche se le pecore al pascolo che si intravedono in basso a destra, sotto le pale, non sembrano essersi accorte di nulla. E’ una lezione che occorre studiare bene , per evitare che casi simili si ripetano. E in linea di massima mi sento di affermare che il “gigantismo” giustificato solo da conti economici non è una scelta obbigata e sicuramente è una scelta che non può essere intrisecamente sicura. A naso, impianti eolici ad asse verticale dovrebbero essere più sicuri, in quanto con minori sollecitazioni meccaniche rispetto a quelli ad asse orizzontale con il motore in cima alla torre e questo loro pregio dovrebbe controbilanciare il “difetto” di una minore efficenza nella conversione del vento in energia elettrica.

Insomma anche le fonti di energia rinnovabile possono essere pericolose, specialmente se sono realizzate ed utilizzate secondo un’ottica di sfruttamento capitalistico delle risorse, poco attenta agli interessi collettivi.

Pubblicato da 

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Una strada a rischio
«Specchi» sulla Murgia
accecano automobilisti

28 APRILE 2012

di COSIMO FORINA
SPINAZZOLA - Ecco come un ipotetico bene, quello delle energie da fonte alternative, può tramutarsi in un potenziale pericolo. Non ci era capitato, ed ora ne siamo testimoni, cosa esattamente si intendesse nel caso del fotovoltaico, del pericolo e del disturbo da abbagliamento. Percorrendo la strada che da Gravina di Puglia porta a Spinazzola, all’altezza dell’incrocio della località “C avo n e ” con il calar del sole avvengono più che in altri momenti della giornata veri e propri accecamenti improvvisi. Tanto da mettere in serio pericolo chi percorre la strada. Le distese di specchi installati nella fascia pedemurgiana con i loro flash imprevedibili e come se sparassero all’improvviso ad altezza degli occhi di chi guida migliaia di fari accesi, da stadio, riducendo di fatto la visibilità. E più in perpendicolare il sole va a colpire gli specchi scendendo verso la fascia di orizzonte, più questi aumentano il loro riflesso e bagliore.

Il fenomeno ha breve durata, ma sufficiente per destare allarme. Le domande sono semplici così come essenziali. Come mai questi impianti sono stati autorizzati senza tener conto dei loro effetti collaterali? Nel caso di incidenti stradali provocati dall’accecamento chi avrà responsabilità? Tutti gli impianti presenti nella fascia pedemurgiana a confine con il Parco dell’Alta Murgia sono stati autorizzati con semplice istanza perché al di sotto della potenza di un Mw. Esiste il deposito di uno studio che indica il pericolo di abbagliamento di ogni singolo impianto?

La grande corsa alla “green economy” energia verde, come viene spacciata, sembra aver inibito ogni più attenta valutazione di impatto sul territorio e sul rischio alle persone, animali e cose. Proprio nel caso degli impianti fotovoltaici del “Cavone ” questi creano un evidente disturbo a chi percorre la strada, una arteria principale di collegamento con traffico più o meno intenso. I dati dei costi nelle bollette degli italiani della “green economy” hanno raggiunto cifre esorbitanti.
Nel solo 2011 gli incentivi sono stati pari a 10,5 miliardi di euro, di questi 6 miliardi sono andati agli impianti fotovoltaici. La speculazione della “green economy” non ammette confini e spesso il rispetto delle regole.

Per restare in tema della Costituzione l’art.9 recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Osservare e riflettere mentre si guida a quel che era l’integrità del paesaggio e territorio murgiano è diventato persino pericoloso. Specie se imboccando una curva, pur a velocità moderata, ci si imbatte in un muro di luce che non è l’accesso al paradiso, ma solo uno dei risvolti di quelli che chiamano «impianti di energie pulite».

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=514338&IDCategoria=1#.T5wNyLt6Pgw.facebook

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Cerreto, crolla la pala prima dello “sfratto”

Redacon·11 aprile 2012 22:56

 

Redacon aveva dato notizia della sua installazione. Ne era nato un animatissimo dibattito, con l’intervento sconcertato del Parco che passò le carte alla procura. Renato Farina: “Il tribunale aveva ordinato la sua demolizione entro il 29 febbraio, ma la natura ha agito prima”. Le foto

Crolla la mini pala eolica Energywind installata al passo del Cerreto, nei pressi della provinciale, la cui installazione, lo scorso anno, fu oggetto di acceso dibatitto su questo sito, ma anche in sede giudiziale.

La mini pala eolica del Cerreto crollata mercoledì mattina

Il fatto è accaduto nella mattina di mercoledì verso le 8, quando a Cerreto era in corso una perturbazione. Raccogliamo la preoccupazione di un abitante della zona a crollo avvenuto: “Considerata la vicinanza alla strada provinciale che sale a Cerreto Laghi questo crollo poteva recare seri danni, oltretutto nella prossimità c’é una discesa dove d’inverno quando vi è neve i bambini praticano la discesa con gli slittini e bob quindi poteva essere un grave pericolo. Poi attigua vi è una colonna Enel che fornisce energia e a sua volta ha rischiato”.

Laconico il commento di Renato Farina, consigliere comunale di minoranza (Pd) che proprio su Redacon aveva espresso perplessità su questo tipo di intervento: “La natura si è ripresa il territorio come è giusto che sia – afferma Farina -. Opere di questo tipo sono cose da fare con il coinvolgimento delle comunità, cosa che non era avvenuta. Personalmente sono d’accordo con il produrre energie rinnovabili, ma penso che prima di tutto noi dobbiamo tutelare il territorio”.

Intanto la pala è rovinata a terra… “Ma per essa c’era un ordine di demolizione, scaduto il 29 febbraio, che non è stato rispettato. Quanto è accaduto pare una naturale conseguenza”, conclude Farina.

Il generatore eolico era di tipo bipala della potenza di 55kw era stato installato a livello sperimentale, pare che nella società fosse presente pure il comune di Collagna. La vicenda su questa installazione prese il via nel novembre del 2009 con i primi progetti, le prime autorizzazioni, integrazioni, dinieghi, ricorsi. Il 21 febbraio del 2011 il comune di Collagna autorizzò l’installazione della turbina mini-eolica da 55 kw. Redacon diede notizia dell’avvenuta messa in opera del manufatto, su segnalazione di un lettore, il 21 settembre 2011. Prese però così il via una lunga sequela di 55 commenti, dove, tra l’altro, il Parco affermava di non saperne nulla e di avere “proceduto in via amministrativa e penale” conegnando la pratica ”all’esame della Procura della Repubblica di Reggio Emilia per la definizione degli aspetti penali, con particolare riguardo a quelli inerenti la presunta violazione delle norme di salvaguardia del Parco nazionale e delle norme paesaggistiche”.

Mario Vaiani, uno dei soci della Energywind disse che “il Parco era perfettamente a conoscenza di quanto si stava realizzando” e, in merito alle polemiche che stavano montando, affermò “quanto realizzato vada a beneficio di tutta la comunità; sono disponibile a cedere in comodato gratuito terreni attigui a quello ove è stata realizzata la pala a chiunque ne voglia realizzare una”.

Dalle parole di Farina, però, apprendiamo che la questione in tribunale era andata avanti, nonostante l’intervento, tra i commenti, del progettista della stessa. Al punto che entro il 29 febbraio avrebbe dovuto essere prevista la sua demolizione. Ma qualcosa è andato diversamente.

ll Giornale online dell’Appennino reggiano

http://www.redacon.it/2012/04/11/crolla-la-pala-prima-dello-sfratto-2/

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Si rompe la pala eolica e vola a 150 metri di distanza

Tragedia sfiorata a Peglio

PESARO           il Resto del Carlino

 Era posizionata su un palo alto 30 metri vicino al campo sportivo. Effetto fionda in una zona di campagna

Peglio (Pesaro Urbino), 28 gennaio 2012 - Pala eolica si rompe a Peglio. Si sfiora la tragedia. Tutto è successo domenica scorsa quando, durante la mattinata, il vento soffiava forte. All’improvviso l’aerogeneratore, istallato su un palo di circa 30 metri posto nel terreno adiacente al campo sportivo comunale, ha avuto un guasto.

La pala si è staccata in più pezzi finendo a circa 150 metri di distanza dal suo luogo originario. Per fortuna nessun ferito e incredibilmente nessun danno a cose materiali. Una fortuna che le tre pale siano letteralmente volate, con effetto fionda, in un luogo per così dire deserto. Il sindaco, Daniele Tagliolini, tra i primi ad accorgersi dell’accaduto, ha immediatamente contattato la comunità montana dell’alto e medio Metauro, proprietaria dell’impianto eolico.

Infatti il comune di Peglio ha dato in concessione solo il terreno dove hanno posto i due aerogeneratori. La comunità montana ha così contattato la ditta installatrice dell’impianto. L’ipotesi più probabile, riguardo al guasto, è un malfunzionamento dell’impianto frenante o del sensore che rileva la velocità del vento rallentando così le pale o addirittura fermandole.

http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/provincia/2012/01/28/660607-rompe_pala_eolica.shtml

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Grandinata record danni per milioni Barese in ginocchio 

 

10 giugno 2011

di Carlo Stragapede BARI – Milioni di euro di danni. La Terra di Bari, e in   particolare il Sud-Est e la cintura metropolitana, si leccano le ferite dopo   la grandinata devastante di mercoledì pomeriggio.IL Sud-Est – A Conversano e Mola, epicentro della calamità, le prime   stime parlano di diversi milioni di euro di danni. Sono ben 21 i feriti,   fortunatamente nessuno grave. In ginocchio nella zona, un migliaio di aziende   agricole. «Tra Conversano, Carbonelli e Cozze sono scomparsi interi campi   coltivati a ortaggi e verdure – afferma Giuseppe Locorotondo, agricoltore e   assessore a Conversano -. Dei frutteti, ciliegeti, mandorleti e uliveti   compresi nell’area maggiormente colpita non c’è più traccia». A Mola, i danni   più gravi si concentrano nelle contrade Pozzovivo e Torre delle Mule, in   direzione Rutigliano-Conversano: distrutti vigneti di uva da vino, tendoni di   uva da tavola, campi di verdure, patate, angurie. Una   quindicina le serre e sette gli impianti fotovoltaici devastati.Notevoli   i danni anche agli edifici pubblici e privati e a centinaia di autovetture, i   cui proprietari, stamattina, si sono presentati in massa alle carrozzerie   convenzionate con le compagnie di assicurazione che coprono i danni   atmosferici sui parabrezza. Fra le immagini più forti, spiccano i lampioni   della illuminazione pubblica del centro di Polignano, mandati in frantumi da   chicchi di grandine del diametro di 6-7 centimetri.Le ciliegie – Piangono i cerasicoltori di Turi, i cui terreni sono stati   colpiti dalla grandinata devastante. Azzerate le ultime partite di ciliegie   «Ferrovia» e di «Giorgia» in attesa di essere raccolte. «La violenza della   grandinata ha preso in pieno la zona di Villa Menelao per proseguire verso   Rutigliano, Noicattaro, Conversano, Polignano. Paesi che registrano il 100   per cento del danno subìto dalle produzioni cerasicole, mentre Turi è stata   colpita per il 60/70 per cento», commenta amareggiato Giacomo Valentini,   assessore comunale all’Agricoltura. Stamattina in Provincia si terrà un   vertice, sollecitato dallo stesso Valentini e dal consigliere regionale   Michele Boccardi.La cintura metropolitana barese – Qui Adelfia e Rutigliano, le «capitali»   dell’uva da tavola che approda sulle tavole di mezza Europa, sono decisamente   i centri più colpiti. Ad Adelfia i chicchi di ghiaccio hanno «ferito» vigneti   e anche uliveti. A Rutigliano, gli agricoltori in processione al Comune   chiedono aiuto, in lacrime: «In qualche azienda è andato distrutto l’intero   raccolto», dice il vicesindaco e assessore all’Agricoltura, Pasquale Redavid:   «Protezioni, teloni o reti sui tendoni si sono rotti per le dimensioni dei   chicchi di grandine». Il danno maggiore riguarda il tralcio della vigna. Il   che significa una compromissione anche del raccolto del 2012. «A Rutigliano –   rimarca Redavid – si vive di uva». Il neosindaco di Adelfia, Vito Antonacci,   si è fatto interprete del disastro presso il presidente della Provincia,   Francesco Schittulli, e presso la Regione: «Il danno è rilevantissimo. Per   alcune colture andrà oltre l’annata in corso», ammette. «Il problema è che   cosa possiamo fare insieme con gli enti sovraordinati e le banche», si   domanda. E conferma: «Chiederemo lo stato di calamità», cui conseguono una   serie di agevolazioni fiscali e mutui agevolati.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=433758&IDCategoria=1

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Licata, pala eolica cade al suolo: distrutto vigneto (Foto)

Scritto da Redazione                         chiudiAuthor: Redazione Nome: Redazione Redazione
Email: redazione@canicattiweb.com
Sito web: http://www.canicattiweb.com
Informazioni: Redazione di CanicattiWeb.comAltri Articoli (13345) il 3 aprile 2011, alle 07:21 | archiviato in CronacaLicataPhoto Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Alcune settimane fa una pala eolica del parco di Monte Durrà, della Moncada costruzioni ha ceduto, piombando al suolo. Fortunatamente in quel momento il fondo agricolo, coltivato a vigneto, era deserto, non si sono registrati danni alle persone, ingenti quelli materiali. Una vasta porzione del vigneto è rimasta schiacciata sotto il peso dell’enorme struttura.

Il terreno circostante ancora nei giorni scorsi era cosparso di olio idraulico, manicotti in gomma e tiranti in ferro per un raggio di parecchie decine di metri.

Per bonificare l’area e per rimettere tutto in sesto sono intervenuti mezzi e operai della stessa Moncada Energy.

Si tratta di un caso certamente isolato ma che getta un pesante interrogativo sulla sicurezza di questo genere di impianti.

Fonte foto LicataLive24

http://www.canicattiweb.com/2011/04/03/licata-pala-eolica-cade-al-suolo-distrutto-vigneto-foto/

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Vercelli, incendio impianto fotovoltaico a Bianzè

Vedi anche

pubblicato il 16 marzo 2011

Intervento di una squadra del Comando provinciale di Vercelli per incendio impianto fotovoltaico a Bianzè.
L’incendio sviluppatosi nelle scatole di cablaggio dei pannelli fotovoltaici, innescato probabilmente da un arco elettrico, ha causato la fusione dell’isolante dei conduttori e dei supporti di cablaggio.
La squadra vigilfuoco, per l’estinzione dell’incendio, ha utilizzato estintori a polvere e a CO2 a più riprese, constatando che l’innesco continuava per la presenza di tensione proveniente dai pannelli fotovoltaici. Per domare definitivamente l’incendio è stato necessario interrompere i collegamenti elettrici tra i pannelli e le cassette di derivazione.

http://www.vigilfuoco.it/aspx/galleria.aspx?codnews=11414&index=1&idfoto=53723

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